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Fashion Research Italy, tradizione e tecnologia

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La fondazione bolognese voluta da Alberto Masotti (ex patron del gruppo La Perla) coniuga formazione, attività d'archivio e R&D, candidandosi a diventare il punto di riferimento per creativi e PMI in cerca di nuovi linguaggi per la moda. A partire da quelli digitali, rappresentati all'interno del centro da un'installazione composta da 21 mila led e dalla passerella multimediale allestita da Videoworks in collaborazione con Samsung


Un nuovo polo dedicato alla ricerca e allo sviluppo nell'ambito della moda, con l'obiettivo dichiarato di valorizzare attraverso le nuove leve (e le nuove tecnologie) l'eredità e la storia dello stile che ha fatto grande il design italiano, proiettandolo nel futuro. È questo e molto altro la Fondazione Fashion Research Italy (FRI), che ha appena aperto i battenti a Bologna e che comincerà le attività di formazione a partire dal 21 ottobre. Ma la struttura ambisce anche a diventare uno spazio espositivo, un archivio e specialmente un punto di riferimento per le aziende del settore che cercano strumenti, competenze e visibilità per affrontare l'arena globale.

Il cuore della fondazione ha due anime: una è la tradizione, portata da Alberto Masotti, ex patron del gruppo La Perla e presidente oltre che artefice – con un investimento da 15 milioni di euro – della Fondazione; l'altra è la tecnologia digitale, che di fatto trasforma il centro, esteso per circa settemila metri quadrati, in una gigantesca piattaforma multimediale ultra-connessa, gestibile con pochi tocchi anche dai dispositivi mobile. Saranno infatti le immagini digitali il veicolo primario con cui studenti e imprese entreranno in contatto con il mercato, sia attraverso progetti condivisi on line, sia soprattutto grazie alla capacità della struttura di porsi come una vera e propria fucina di contenuti – addirittura di sfilate virtuali – che possono poi essere fruiti direttamente negli spazi interni ed esterni della Fondazione.

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Tra gli elementi distintivi del centro sul piano tecnologico c'è infatti una video-passerella, posta all'ingresso dell'edificio principale del campus: otto monitor Samsung OH85F da 85 pollici che accolgono il visitatore proiettandolo in una fuga prospettica sulla quale prendono vita le creazioni di stile. “È un'opportunità straordinaria per tutti i designer che non possono permettersi l'allestimento di una sfilata canonica”, spiega Alessandro Cecchini, Direttore Generale di Fashion Research Italy. “Grazie alla passerella realizzata con i display che ci ha fornito Samsung siamo in grado di mettere a disposizione dei nostri studenti e delle PMI attive nell'ambito del Textile Design uno strumento di comunicazione efficace e una location d'effetto per presentare al pubblico il proprio lavoro”.

L’allestimento è stato curato da Videoworks ed è composto, in aggiunta agli otto schermi per esterni (i più grandi disponibili nella gamma Samsung, dotati di vetro antivandalo e in grado di operare a temperature comprese tra -30 e +50 gradi oltre che in presenza di luce solare diretta) da un sistema di diffusione sonora da circa mille watt. I monitor, installati in modalità portrait, sono posizionati in maniera da essere visibili al visitatore come un unico lungo schermo da 16 milioni di pixel, immergendolo nell’esperienza di assistere alle sfilate virtuali allestite nel centro come se si trattasse di un vero defilé.
“Quella della passerella virtuale è stata fin dal primo momento prioritaria tra le idee che ci aveva sottoposto FRI”, spiega Juri Tartaglini, System Engineer Business di Videoworks e responsabile del progetto. “Per la creazione dei setti multimediali avevamo valutato sia i videoproiettori, sia i monitor. Questi ultimi, all'epoca disponibili solo per installazioni indoor, avrebbero però avuto bisogno di una customizzazione del case per la protezione dagli agenti atmosferici e per la corretta visualizzazione delle immagini anche in presenza di luce solare diretta. La tecnologia ci è venuta incontro, perché proprio mentre in fase di studio stavamo valutando le varie opzioni, Samsung ha annunciato il lancio del modello OH85F, che di fatto, grazie alle sue caratteristiche, non aveva bisogno di alcuna modifica. Abbiamo così 'catturato' i primi pezzi prodotti e distribuiti sul mercato e li abbiamo installati limitandoci a studiare la finitura estetica della struttura di fissaggio”. Tartaglini spiega che la scelta è ricaduta su Samsung anche perché all'hardware è associato il software di gestione del palinsesto di contenuti MagicInfo. “La nostra idea era che i monitor restassero accesi sempre, e non solo in occasione di eventi o di sfilate virtuali. Il fatto che siano vivi, anche in situazioni quotidiane e di ordinaria amministrazione, valorizza l'ambiente in cui sono inseriti. Così abbiamo pensato a una duplice funzionalità dei display. Con un palinsesto schedulato la è possibile riprodurre immagini e video di qualsiasi tipo, dal logo della Fondazione ai contenuti del sito Web fino a materiale informativo. Gli orari di funzionamento della struttura sono prevalentemente diurni, ma gli schermi sono garantiti per restare accesi 24 ore su 24”. La scelta di assegnare questa duplice funzione alla passerella multimediale ha avuto ricadute anche sullo studio del comparto audio: “Abbiamo installato due diffusori acustici da esterno che riproducono in modo direttivo l'audio dei contenuti proiettati in simultanea sugli otto schermi, e poi, nella tettoia, un diffusore da incasso per ciascun monitor, con l'obiettivo dir creare zone sonorizzate e indipendenti per ogni display.
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La passerella multimediale è controllata da una sala regia che costituisce il centro nevralgico di tutta la struttura, e che è collegata anche a un'altra grande attrazione visuale, fiore all'occhiello del polo, l'installazione “Icona di Donna”, realizzata dalla padovana Senso Immersive Experience. Una statua di dieci metri composta da 21.120 led inseriti all’interno di 5.300 sfere che si animano seguendo la musica e riproducendo i motivi grafici ispirati ad alcuni disegni dei 30 mila su carta e stoffa del fondo Renzo Brandone. Quest'ultimo, parte degli archivi di FRI, comprende i pattern andati in stampa per alcuni dei più importanti brand di moda, da Max Mara a Versace, passando per Moschino, Ralph Lauren e La Perla. Dalla sala regia si raggiunge poi l'hardware installato nella sala espositiva, dotata di sei proiettori per il video mapping, la sala ovale, un'aula magna che può essere attrezzata per conferenze e sfilate e infine le sei aule destinate ai corsi di formazione.
Ma come detto la statua, la passerella multimediale e tutti gli ambienti sono controllabili anche tramite l'apposita mobile app installata sui tablet che in occasione di eventi e manifestazioni possono essere gestiti da hostess e addetti all'accoglienza. “Il 100% dell'area, all'interno come all'esterno degli edifici, è coperto dalla rete Wi-Fi, il cui segnale è generato da un'infrastruttura alimentata da una connessione in fibra completamente ridondata”, assicura Gianluca Guidotti, Responsabile IT, Business & Innovation di Fashion Research Italy, che entra anche nel dettaglio dell'approccio all'erogazione delle risorse e della capacità di calcolo di quello che è prima di tutto un istituto di ricerca e sviluppo. “Abbiamo dato vita a una piattaforma di virtualizzazione fondendo soluzioni Citrix e VMWare, che ci consentono di allestire fino a venti virtual workstation utilizzabili contemporaneamente al massimo potenziale. Il che significa che possiamo far girare anche software come Autocad 3D, estremamente pesanti ma indispensabili per i designer e per i nostri studenti”.

Per carichi di lavoro meno impegnativi, la struttura, che a pieno regime potrà ospitare 280 iscritti, sfrutterà le logiche dell'agile e dello smart working, con spazi e ambienti ultra-flessibili. I primi tre corsi disponibili vanno da “Architettura per la Moda”, che affronterà il tema del design degli ambienti in funzione dell’identità di un marchio, ad “Archivi per la Moda: heritage management”, dedicato alla codifica e alla raccolta catalografica e archivistica nell'ambito della moda, fino a “Design and Technolgy for Fashion Communication”, che come suggerisce il nome ha l’obiettivo di formare professionisti in grado di sfruttare le nuove tecnologie per comunicare i valori e le esperienze del mondo delle griffe.
La Fondazione Fashion Research Italy si candida quindi a diventare un ecosistema aperto ma autonomo, all'interno del quale studenti e imprese in cerca di nuove idee troveranno lo spazio per collaborare e creare prototipi o vere e proprie collezioni la cui promozione e condivisione con la comunità dello stile potrà essere progettata e realizzata negli stessi laboratori del centro bolognese. In quest'ottica, lo show sulla passerella multimediale costituirà il traguardo di ciascun team, che avrà la possibilità di realizzare le sfilate virtuali in loco e proiettarle poi sui mega schermi Samsung.
“Il nostro obiettivo”, chiosa Alessandro Cecchini, “è diventare un punto di riferimento per tutto il territorio, e non solo. L'Emilia Romagna è rinomata in Italia e nel mondo per molte eccellenze, dall'agroalimentare alle macchine per l'imballaggio fino naturalmente al mondo dei motori e delle corse, mentre ancora non ha raggiunto la visibilità che merita sul fronte della moda e del design.

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