Tendenze del settore

Il mercato digitale post Covid: tra discontinuità e incertezza

03-09-2020

L'emergenza Covid-19 di questi mesi ha ridefinito lo scenario in cui le aziende si trovano ad operare: una sfida inaspettata per il business che, improvvisamente, ha dovuto premere sull’acceleratore della trasformazione digitale per poter garantire continuità alle attività lavorative. Un’opportunità inattesa per il mercato digitale, in cui le tecnologie oggi si rivelano più che mai fondamentali per la sopravvivenza delle aziende di ogni dimensione e settore.
A questo proposito abbiamo intervistato Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting cube, per capire quale futuro attende il mercato digitale nei prossimi anni.


Volendo fare un bilancio dell’anno appena concluso, come si è chiuso il 2019 per il mercato digitale italiano?

“Nel 2019 il mercato digitale cresce in Italia del 2,1%*, nel segno della continuità rispetto agli ultimi anni, seppur in lieve flessione per motivi congiunturali. Il mercato mostra un differenziale di crescita sempre più ampio rispetto all’andamento del Pil del Paese che raggiunge 1,8 punti percentuali nel 2019. Questo costante ritmo di crescita ha portato il mercato digitale da un valore di circa 66 miliardi di euro nel 2015 a quasi 72 miliardi di euro a fine 2019 illustra Capitani .
“A determinare questo andamento positivo nel 2019 sono quasi tutti i principali segmenti del mercato: a partire dai contenuti e pubblicità digitale (+8,4%), passando per il software e le soluzioni ICT (+7,8%), i servizi ICT (+5,8%) e i dispositivi e sistemi (+1,7%).”

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Quali sono i fattori trainanti della crescita del Digitale in Italia?

“La buona notizia è che, ancora più degli anni scorsi, i veri driver del mercato sono le componenti tecnologiche più innovative, quelle che nel rapporto abbiamo denominato Digital Enabler, la cui incidenza sul mercato digitale nel 2019 arriva a quasi il 20% (era del 13,4% nel 2016), segno della presenza diffusa di progetti di modernizzazione digitale nel tessuto delle aziende e delle pubbliche amministrazioni italiane, nonché di un percorso di digitalizzazione che ha subito un importante accelerazione negli ultimi tre anni” continua Capitani. “Stiamo parlando in particolare del cloud computing (+23%), con la crescente adozione da parte delle aziende di servizi IaaS e Saas per rispondere alle esigenze di scalabilità, flessibilità e, come dimostrato anche nella fase di lockdown, resilienza del business. Anche le soluzioni IoT continuano a crescere a due cifre (+18%), guidate soprattutto dalla domanda, in ambito industriale, dai sistemi di predictive maintenance per macchinari/impianti e dalle piattaforme Digital Twin per simulare processi, prodotti. Infine, tra le tecnologie emergenti, continuano a mostrare crescite esponenziali l’intelligenza artificiale e il cognitive computing (+59%), grazie alle molteplici applicazioni sia a supporto delle attività amministrative e di compliance, sia delle attività di vendita e customer care.”

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Che cosa sta succedendo al mercato digitale dopo l’emergenza Covid?

“Dopo un 2019 positivo, il Covid ha completamente ribaltato lo scenario del mercato digitale. Il nostro Paese ha vissuto mesi molto difficili a causa dell’emergenza sanitaria, mesi in cui la tecnologia ha avuto un ruolo fondamentale nel permettere alle aziende di continuare ad operare anche in lockdown e, quindi, di sopravvivere” afferma Capitani. “Le aziende si sono trovate da un momento all’altro a dover riorganizzare spazi e processi al loro interno, nell’ottica di rispettare le nuove regole imposte dal distanziamento sociale, a ripensare canali di vendita e fornitura e, purtroppo, a posticipare o annullare investimenti già pianificati. Quello che c’è di positivo è che la crisi invece non ha fermato la digitalizzazione delle aziende che, anzi, ha subito una forte accelerazione proprio a causa dell’emergenza Covid”.

Come sono cambiate le priorità IT delle aziende?

“Durante la fase di lockdown, la figura del CIO ha assunto un ruolo di leadership nel garantire la business continuity delle attività operative di aziende ed enti pubblici. Questo ha avuto ovviamente impatti sulle priorità IT delle aziende che, come confermano i risultati di una recente indagine di NetConsulting cube, hanno messo al primo posto lo smart working per i dipendenti. Ciò ha inevitabilmente generato un rafforzamento dei sistemi di cybersecurity a protezione dei dati aziendali e degli scambi di informazioni, insieme ad un maggiore ricorso a servizi di cloud computing, soprattutto di tipo pubblico, per rispondere con velocità all’aumentata richiesta di capacità elaborativa per soddisfare, ad esempio, picchi di attività”.

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Quali previsioni possiamo fare per il futuro del digitale in Italia post Covid?

“Purtroppo, le previsioni per il 2020 sono state profondamente influenzate dall’impatto della pandemia: se all’inizio dell’anno prevedevamo un andamento in linea con l’anno precedente, la crisi economica conseguente alla situazione di emergenza sanitaria ha indotto a rivederle con un calo complessivo del mercato digitale del 3,1%, tornando ai valori di metà 2017. C’è da dire che, seppur il trend sia negativo, è di misura inferiore rispetto a quello del PIL, previsto dal Governo in calo dell’8%.”

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Che ricadute ci saranno a livello settoriale?

“Il lockdown ha modificato priorità e budget in quasi tutti i settori” afferma Capitani. “Il 2020 sarà infatti caratterizzato da un forte divario di crescita della spesa digitale nei diversi settori economici. Saranno pochi i settori con una spesa in tecnologie digitali in crescita, in primis la Pubblica Amministrazione Centrale, seguita da Utilities, Pubblica Amministrazione Locale, Banche e Sanità. Negli altri settori il calo della spesa ICT sarà proporzionato a quello previsto per il fatturato di settore; quelli maggiormente penalizzati saranno Turismo e mobilità, Industria (in particolare Automotive e indotto), Distribuzione e Servizi”.
“Lo scenario futuro è incerto, ma confido in un elevato potenziale di rapida ripresa. E il digitale sarà sicuramente una delle leve fondamentali per recuperare produttività e margini nel 2021. Prevediamo una virata del mercato digitale, con un balzo del trend nel 2021 al 3,7%, inferiore di un punto percentuale rispetto a quello dell’economia, con un ritorno finalmente ai valori del 2019” asserisce Capitani. “Auspico che, anche grazie agli incentivi previsti dal Governo, imprese e Pubbliche Amministrazioni tornino presto a investire in progetti di digitalizzazione. Tra le tante cose, l’emergenza Covid ci ha fatto diventare consapevoli che il futuro dell’Italia non può che essere digitale”.

* Fonte: ricerca a cura di NetConsulting cube, 2020

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