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Stretch display, la Smart Signage a misura di retail

01-11-2017
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Informare, intrattenere, stupire i clienti con l'efficacia e la semplicità delle immagini, creando al tempo stesso un layout moderno, che si rinnova ogni giorno al semplice tocco di un dito, e offrendo nuovi servizi e nuove modalità di engagement con il negozio 2.0: tutto questo è digital signage, e il suo potenziale è immenso. Attraverso schermi e display sempre più eclettici la digital signage sta diventando per il retail uno dei punti di contatto fondamentali tra mondo fisico e dimensione on line, in un'esperienza senza soluzioni di continuità che caratterizza il customer journey nell'era omnicanale. Da una parte si offrono al cliente nuove idee, suggestioni e interazioni. Dall'altra si permette all'offerta di mutare letteralmente in tempo reale, declinando comunicazione e promozione in store in funzione degli stimoli che arrivano dal mondo esterno.
Un'esagerazione? Non proprio, se pensiamo a quello che si può ottenere combinando social network e analytics. La partnership globale tra IBM e Twitter, per esempio, mette a disposizione del retail uno strumento formidabile per cogliere istantaneamente i trend del momento. Il cognitive computing di Watson analizza la semantica dei tweet ed estrapola, georeferenziandoli, tendenze e sentiment. Immaginiamo, nell'ambito del fashion, di essere nei giorni dell'anno in cui si svolge la Settimana della Moda: dalle passerelle stilisti e modelle lanciano colori e accessori che diventano in pochi istanti il must per la nuova stagione, anche grazie agli appassionati e agli opinion leader che cominciano a condividere le proprie impressioni sui social.

Attingendo alle risorse analitiche e sfruttando la digital signage, le insegne del pret-a-porter possono creare delle campagne di instant marketing sfruttando ciò che del magazzino va incontro ai trend, comunicando la disponibilità dell'offerta attraverso i display, che diventano parte integrante quando non essenziale di questo nuovo approccio al mercato e alla clientela. Se è possibile orchestrare un'operazione tanto complessa, immaginate quel che si può fare, per porre un altro esempio, nei ristoranti o negli hotel, dove per definizione l'esperienza dell'ospite va rinnovata e personalizzata di volta in volta.

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Stretch display: le immagini si amplificano anche in spazi ridotti
Non è tutto così immediato comunque. Anche se le cose stanno gradualmente cambiando - attraverso l'adozione di un'ottica omnicanale, con il punto vendita fisico che diventa sempre più un alter ego dei portali e-commerce – sappiamo tutti che architettura e layout sono nella stragrande maggioranza dei casi orientati all'ottimizzazione dell'esposizione della merce o dell'erogazione del servizio. Sottrarre spazio a scaffali e banconi per inserire i tipici big screen necessari alla digital signage può risultare problematico e rivelarsi addirittura controproducente.

A meno che non si scelga uno stretch display, ovvero uno schermo 16:4,5 (quindi di larghezza doppia rispetto a un tradizionale 16:9) che grazie alla sua conformazione “slim” può essere inserito sopra o sotto gli espositori, o lungo un corridoio, ottenendo massima visibilità e minimo ingombro, o ancora, sfruttando in maniera creativa la possibilità di installarlo in senso longitudinale, su colonne e pareti, anche dentro i camerini, dove le immagini possono accompagnare le prove degli abiti suggerendo complementi e accessori in offerta.

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La Serie SHF di Samsung, il design e prestazioni senza compromessi
Uno dei punti di riferimento nelle soluzioni digital signage per il retail è Samsung. Anzi: quella che il mercato definisce digital signage, per Samsung è già Smart Signage, con tutto ciò che l'infusione di intelligenza comporta nell'adozione e nell'utilizzo dei dispositivi. La Serie SHF offre per l'appunto uno stretch display formato 16:4,5, 37 pollici con una risoluzione FHD di 1920x1080 pixel, una luminosità di 700 nit, un rapporto di contrasto 4000:1 e un angolo di visuale di 178 gradi per una fruibilità senza compromessi. Con soli 39,9 millimetri di spessore, la Serie SHF garantisce il minimo ingombro pur custodendo al proprio interno una tecnologia che va oltre la semplice proiezione delle immagini. Bassi consumi, massima affidabilità e un hardware garantito dagli standard di qualità di Samsung rendono la Serie SHF lo strumento ideale per rimanere continuamente in funzione, 24 ore su 24, sette giorni su sette.

“Quella che offriamo non è un'esperienza nuova solo per i clienti finali, ma anche per le imprese che vogliono trasformare le proprie location in ambienti capaci di comunicare attraverso le immagini senza limiti di spazio e formato”, spiega Martino Mombrini, Markerting Director della divisione IT di Samsung Italia. “Lo stretch display è la massima espressione dell'idea di duttilità e creatività all'interno del punto vendita 2.0, un prodotto destinato ai retailer che non vogliono compromessi tra design e prestazioni. La digitalizzazione e l'amplificazione della user experience sono concetti destinati a rivoluzionare il modo in cui il consumatore si rapporta al negozio (e lo stanno già facendo), ma servono gli strumenti adatti per tradurli in realtà quando si parla di contesti peculiari e dalle mille sfaccettature come quelli del retail moderno”.