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Lavorare in mobilità: le regole e il giusto approccio per non correre rischi

Perché il Mobile Device Management è la risposta giusta alle esigenze degli smart worker.

03-12-2018

Nelle aziende italiane e nella pubblica amministrazione è sempre più diffuso il fenomeno dello smart working, anche grazie alla digital transformation il cui impatto inizia a farsi sentire in ogni ambito della società civile.
Lo smart working deve quindi essere visto come un nuovo approccio all’organizzazione del lavoro che garantisce sicuramente massima flessibilità e autonomia nella scelta di spazi, orari e strumenti di lavoro, ma che comporta anche una maggiore responsabilizzazione sui risultati.
Si tratta di un cambiamento davvero radicale che impone lo sviluppo di adeguati strumenti di controllo per fronteggiarlo, soprattutto in considerazione del fatto che ormai il mondo del lavoro è un ambiente popolato da un insieme eterogeneo e sempre più complesso di dispositivi e applicazioni gestibile solo mediante regole precise e un approccio corretto.
Un aggravio sui compiti dei reparti IT aziendali che devono garantire l’accesso ai sistemi informativi aziendali anche dall’esterno facendo in modo che ciò avvenga seguendo un’appropriata “mobile strategy” sui temi della sicurezza e della gestione di dati e informazioni.
Una strategia fatta soprattutto di regole di condotta da seguire e da far rispettare per proteggere i confini sempre più virtuali dell’azienda. Un progetto di smart working, d’altronde, è un processo complesso che deve partire da un’attenta considerazione degli obiettivi, delle priorità e delle peculiarità tecnologiche dell’organizzazione.

Una mobile strategy per lavorare in mobilità senza rischi

A tale scopo è fondamentale una gestione centralizzata dei dispositivi mobile (smartphone, tablet e computer portatili, ma anche dispositivi IoT, wearable e dispositivi smart) utilizzati dagli smart worker. Anche in considerazione del fatto che sono sempre più numerose le aziende che incentivano l’uso dei dispositivi personali da parte dei dipendenti, mettendo a punto politiche gestionali di tipo BYOD (Bring Your Own Device, letteralmente: porta il tuo dispositivo).
Grazie all’adozione di soluzioni di mobile device management come ad esempio Knox Manage (il Mobile Device Management integrato nella piattaforma Knox di Samsung) sarà possibile semplificare la configurazione dei dispositivi permettendo di reinstallare il sistema operativo già configurato con tutte le applicazioni necessarie all’utilizzo aziendale, senza richiedere l’intervento dell’utente. Il tutto al fine di garantire il massimo livello di sicurezza possibile nello svolgimento delle attività lavorative quotidiane.
Una corretta mobile device management solutions, inoltre, consente di rispettare una delle regole principali nella gestione sicura del lavoro in mobilità: quella di separare i dati personali del lavoratore da quelli aziendali, e ospitare questi ultimi all’interno di un’area riservata del mobile device progettata per isolarli, cifrarli e proteggerli da possibili attacchi informatici e accessi non autorizzati.

In questo caso, la soluzione potrebbe essere Knox Workspace (integrata nella piattaforma di sicurezza Knox di Samsung), grazie alla quale gli amministratori IT possono implementare un contenitore virtuale sul dispositivo in cui archiviare i dati sensibili dei pazienti in totale sicurezza. Le chiavi per la crittografia e decrittografia del contenitore virtuale di Knox Workspace, infatti, sono incorporate nel chipset del dispositivo. Tutte le app, i messaggi e-mail o i file archiviati nel contenitore Knox Workspace sono crittografati e si possono decrittografare e utilizzare solo dopo che l'utente ha immesso i propri PIN, la password oppure ha eseguito l'autenticazione biometrica. Se il dispositivo viene compromesso, il fusibile Knox Warranty Bit scatta e il contenitore Knox Workspace viene bloccato in modo definitivo per evitare la perdita di dati.
Una soluzione, quindi, che offre indubbie e importanti ricadute nell’ambito della protezione dati archiviati nel dispositivo stesso e quindi della compliance col GDPR, garantendo di lavorare in mobilità senza correre alcun rischio.